Sindaci lucani a Roma per nuova stagione autonomie locali

Una stagione nuova nel rapporto tra autonomie locali e Governo: è questa in sintesi la sollecitazione dell’Anci venuta dall’incontro tra primi cittadini e Parlamento organizzato a Roma nell’Aula di Palazzo Montecitorio.

All’incontro ha partecipato una delegazione dell’Anci di Basilicata guidata da Fernando Picerno (presidente facente funzioni) e dai sindaci di Balvano (Di Carlo), Bernalda (Tataranno), Banzi (Vertone), Policoro (Leone), Craco (Lacicerchia) e Sant’Angelo Le Fratte (Laurino), in rappresentanza quest’ultimo dell’Associazione piccoli comuni. 


Con l’iniziativa, la prima in assoluta di 600 sindaci italiani in Parlamento – riferisce Picerno – abbiamo riproposto la questione dei tagli statali non più sopportabili dai Comuni: tra il 2010 al 2013 si è passati da 16,5 a 2,5 miliardi di trasferimenti ai Comuni. Dal 2007 ad oggi il comparto ha contribuito al risanamento del Paese per oltre 17 miliardi euro. Inoltre, sull’intero debito pubblico i Municipi fanno segnare solo il 2,5% del totale, mentre a livello di spesa sono scesi al 7,6%. 

L’Anci ha riproposto l’autonomia finanziaria, a partire dal superamento del patto di stabilità che è diventato una cappa opprimente che blocca gli investimenti. Sia chiaro noi non vogliamo il ritorno all’epoca della spesa ‘facile’, ma chiediamo solo di poter tornare ad investire e mobilitare capitali”. 

Altro tema sollevato è stato quello dell’autonomia fiscale, su cui l’auspicio è di andare verso “il superamento del sistema misto di tassazione per cui nei Comuni si decidono le aliquote e ad incassare è in gran parte lo Stato. Gli amministratori locali – dice Picerno - sono stanchi di fare da esattori per imposte che finiscono in gran parte nelle casse dello Stato. Abbiamo chiesto di trovare altrove le risorse che servono, visto che i Comuni hanno già contribuito, ma anche di smetterla con questa girandola di imposte che cambiano nome ad ogni stagione e disorientano i cittadini” 

'“La nostra voce è la stessa di angoscia e frustrazione dei cittadini, perché se noi non siamo in grado di rispondere ai loro bisogni loro hanno la consapevolezza che le loro città si stanno sgretolando”.

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